Descrizione
E, proprio a partire dall’inattesa autodefinizione di ‘esornativo’, prende avvio la lunga conversazione che esamina lo stato attuale dell’architettura, evidenziandone alcuni caratteri e alcune patologie. Il dialogo si compie con la formulazione di tre desideri: tre auspici che delineano altrettante condizioni necessarie per restituire all’architettura





